La tregua

autore:  Mario Benedetti
editore: Nottetempo
traduttore: F. Saba Sardi
prezzo:
euro 12,00

anno pubblicazione: 2006

Lunedì, 3 febbraio
Mi dava la mano, e non avevo bisogno d’altro. Mi bastava per sentirmi accolto. Più che baciarla, più che stare vicini, più di ogni altra cosa, mi dava la mano, e questo era amore.

Il romanzo in forma di diario copre sei mesi molto particolari della vita di Martin Santomè, quarantanovenne alle soglie della pensione. Egli è ad un punto di svolta, superati tutti gli ostacoli e obblighi che ha incontrato nella vita, la morte prematura della moglie in gioventù, l’educazione e la cura dei figli, l’assiduità e il senso del dovere quotidiano che lo hanno aiutato a perseverare nello svolgere la propria non amata prestazione lavorativa deve pensare al suo futuro. Questo è Martin all’inizio del libro, uomo sulla soglia di una nuova vita di noia ed ozio. Già ora sa che non terrà più un diario nella nuova vita perchè è convinto che si tratterà di un’eterna domenica in cui non capiterà nulla e la sua occupazione sarà solo quella di lasciar passar il tempo, mangiando, sonnecchiando e passeggiando in centro, osservando le donne e il mondo al di fuori di lui. 

Invece, inaspettatamente, la vita irrompe all’improvviso nel suo ufficio. Una giovane collaboratrice all’inizio volutamente e quasi in modo osteggiato ignorata e tenuta a distanza perchè troppo giovane e riservata diventa il faro della sua vita attuale e, soprattutto, di quella futura. Rinasce in lui la voglia di fare e progettare (acquista una casa per loro due), anche il rapporto con i figli vissuto fino ad allora, alternativamente, come un dovere e un fallimento riprendere nuovo slancio e si apre al confronto sui problemi che li assillano.

Avellaneda, così chiamerà, con il cognome, Laura, la compagna dei mesi che precedono il suo pensionamento. Nell’amare Laura riscopre anche l’essenza dell’amore, profondamente diverso rispetto a quello provato per la moglie, un amore acerbo visito quando era molto giovane e senza esperienza, tutto sommato un amore essenzialmente fisico.

Si comprenderà solo alla fine in cosa consista la tregua del titolo, il viaggio del libro vale l’attesa. Martin è un personaggio che pur nella sua pacatezza e mestizia si staglia e si differenzia da tutti i super eroi e forse per questi suoi tratti è più eroe di tutti noi, fondamentalmente perchè in lui c’è la consapevolezza dei propri limiti:

Sopporterei meglio il mio stile di vita, se non fossi consapevole che sono al di sopra di questa volgarità. Sapere che ci sono o ci sono stati in me elementi sufficienti per far mia un’altra possibilità, sapere che sono superiore, non troppo però, alla mia obsoleta professione, alle mie rare distrazioni, al ritmo della mia conversazione: sapere tutto questo non contribuisce di sicuro alla mia serenità, anzi mi fa sentire più frustrato, più inetto a venire a capo delle circostanze. “

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Deborah

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