Gian Maria Volonté

«Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è sempre politico.»

È stato l’operaio Lulù Massa e il bandito CavalleroEnrico Mattei e Lucky LucianoAldo Moro  e l’anarchico Bartolomeo Vanzetti, Teofilatto dei Leonzi dell’Armata Brancaleone, El Indio di Per qualche dollaro in più:
Gian Maria Volonté ha costruito il film della sua vita attraverso grandi collaborazioni e incredibili rifiuti, spesso al fianco di donne straordinarie. Un viaggio lungo poco più di sessant’anni, cominciato durante il ventennio fascista, a Torino, e chiuso all’alba del primo governo Berlusconi. Ma chi era davvero Gian Maria Volonté? Emigrante in Francia per fuggire da un padre ingombrante e dalla gente che lo fermava perché figlio di un fascista, i carri di Tespi, l’Accademia d’arte drammatica di Roma, esordi a teatro poi il cinema e la televisione, ma anche istruttore di vela, cubano sottotraccia, militante del partito Comunista ed extraparlamentare, provocatore, esponente del sindacato attori, antesignano del Sessantotto.

Per lui, professionalità, etica e impegno politico erano princìpi imprescindibili. Ma cosa c’è oltre l’icona dell’attore contro?

Mirko Capozzoli scrive una biografia pubblica e privata di Volonté, in un libro arricchito da documenti e testimonianze inedite di Giovanna Gravina Volonté, Armenia Balducci, Carla Gravina e Tiziana Mischi.

Interverrà: Paolo Pasi (giornalista e scrittore)

Domenica, 17 Febbraio 2019
ore 17.00

Autore: Mirko Capozzoli
Editore: Add editore
Pagine: 288
Prezzo: euro 19,00

 

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