Il simpatizzante

autore:  Viet Thanh Nguyen
editore: Neri Pozza
traduttore: Luca Briasco
prezzo: euro 18,00
pagine: 511

data pubblicazione: 2016

il simpatizzante Saigon, aprile 1975 i Vietcong sono ormai alle porte della città. Dall’aeroporto continuano a decollare aerei con a bordo migliaia di civili. Le strade della capitale sudvietnamita sono deserte,

“anche sui marciapiedi non si vede anima viva: solo uniformi vuote, abbandonate da qualche disertore. In alcuni casi sono sistemate con una tale cura, con l’elmetto in cima e gli stivali sotto i pantaloni, da dare l’impressione che un fucile a raggi x abbia vaporizzato gli uomini che le indossavano”.

Il capo della polizia di Saigon, con i suoi familiari e il suo staff, è in attesa di prendere uno dei quegli aerei che lo porterà negli Stati Uniti. Accanto a lui, da molti anni, c’è il Capitano, suo fidato braccio destro e voce narrante del romanzo. Ma come ci svela l’autore nell’incipit (folgorante) del romanzo, il Capitano

“è una spia, un dormiente, un fantasma, un uomo con due facce e con due menti”.

Quello che ho scritto fino a questo punto farebbe pensare che “il simpatizzante” sia una spy-story, ma sarebbe assai riduttivo ricondurre questo splendido romanzo ad un’etichetta così limitata. Sicuramente, in certi punti, ritmo e atmosfere fanno pensare ai romanzi di spionaggio in generale e a quelli di Graham Greene in particolare, ma “il simpatizzante” è molto di più. È un romanzo di guerra, ma anche un saggio sul potere dell’industria cinematografica capace di imporre alla maggioranza delle persone una certa visone dei fatti grazie alla forza economica di cui dispone perché, come dice il protagonista,

“tutte le guerre sono combattute due volte: la prima sul campo di battaglia, poi nella memoria”.

Ad un certo punto del libro, infatti, il protagonista verrà chiamato a fare da consulente ad un famoso regista americano (non è difficile cogliere il riferimento a Francis Ford Coppola) che sta girando un film sulla guerra nel Vietnam. Il Capitano avrà il compito di reclutare rifugiati vietnamiti, ma scoprirà ben presto che il loro ruolo sarà quello di mere comparse in una tragedia tutta americana. In fondo, non è così che in tutti questi anni la filmografia americana ci ha presentato la guerra in Vietnam ?

Ecco, forse è proprio questo l’aspetto che più mi ha colpito: “il simpatizzante” è un romanzo sulla guerra del Vietnam, ma vista con gli occhi di un vietnamita. Un cambio di prospettiva decisamente rilevante.

Note sull’autore

Nato in Vietnam, dopo la fuga della famiglia nel 1975, Nguyen ha trascorso diversi anni da rifugiato tra un campo profughi in Pennsylvania e una famiglia americana, prima di ricongiungersi con i genitori che nel frattempo avevano aperto un negozio di prodotti alimentari vietnamiti in California. Oggi è docente alla University of Southern California a Los Angeles

1 commento
  1. DEBORAH
    DEBORAH dice:

    Bella recensione, chiara L’esposizione.
    Trasmette il contenuto del libro e il fatto che la lettura non è stucchevole.
    Continua cosi,
    ciao

    Rispondi

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