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Come diventai monaca
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autore:  César Aira
editore: Fazi
prezzo: euro 16,00
pagine: 107
data pubblicazione: 2019
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Innocente follia. Due parole per descrivere il libro e la sua (o il suo?) protagonista, nome ambigenere quanto mai pertinente. Autobiografia o volo pindarico di una fantasia inesauribile, “Come diventai monaca” palesa, sin dal titolo, la sua equivocità e doppiezza; onde evitare rivelazioni sul finale della storia, vi basti pensare che l’autore ha basato la scelta di esso su un gioco di parole e di significati. Criptico e assurdo, il romanzo si configura come un divertissement e un delirio ipnotico che irretisce il lettore grazie anche a una prosa dal ritmo spietato, ricca di echi barocchi e così evocativa da garantire una precisa rappresentazione mentale dell’immaginario letterario di Aira.

Lemmi inventati, reiterati inganni, ondate di intossicazioni letali a base di cianidi alimentari e sorprendenti pene del contrappasso, sono tutti espedienti ai quali lo scrittore ricorre per richiamare all’attenzione di chi legge l’importanza dell’immaginazione, al suo apice nel periodo dell’infanzia: non deve stupire il fatto che, a narrare in prima persona le vicende, sia un individuo di sei anni, dal sesso incerto e appartenente a una famiglia dalla composizione altrettanto ambigua (ha una sorella o è figlio/a unico/a?), appassionato di radiodrammi e soggetto a quel genere di ingenuità superstiziosa tipico soprattutto delle persone di più umili origini.

 
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