INVITO A PRANZO

Invito a pranzo
di Alba de Céspedes

Alba de Céspedes rivolge il suo Invito a pranzo, prima di tutto, alle protagoniste dei diciotto racconti, donne il cui traboccante e labirintico mondo interiore è arginato da una realtà sociale che – per paura o ignoranza o cattiveria – esige fedeltà a ruoli e schemi innaturali e privi di prospettive. E poi l’invito è per noi, per risuonare con la vita di queste donne tormentate e ricondurci alla stessa essenza emotiva. Tutto il libro infatti è lavoro interiore; il momento conviviale alla tavola imbandita non arriverà mai, in nessuna delle storie: tutto rimarrà sospeso nell’ambito del cuore; ogni slancio verso l’esterno si ripiegherà su sé stesso mutandosi in autoaccusa, o si spegnerà nell’incomprensione e nell’incomunicabilità. L’arte di Alba de Céspedes, come scrisse il filosofo Giusso, sta nella capacità «di interpretare quelle sospensioni, quei trapassi psichici… di commentare i passaggi inavvertiti, di afferrare gli slittamenti segreti per i quali la volontà si sposta». Invito a pranzo uscì per la prima volta nel 1955, nel periodo delle opere maggiori di Alba de Céspedes come Dalla parte di lei e Quaderno proibito.

Alba de Céspedes

Alba Carla Lauritai de Céspedes y Bertini, conosciuta come Alba De Céspedes, è stata una scrittrice italiana. Nei suoi numerosi libri di narrativa ha disegnato un vasto campionario di figure femminili e ha descritto i conflitti tra morale individuale e conformismo: Nessuno torna indietro (1938), Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952), Il rimorso (1964), La bambolona (1967), Nel buio della notte (1976). Pubblicò anche raccolte di versi (Le ragazze di maggio, 1970) e testi teatrali (Quaderno proibito, 1962).

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Data

Feb 10 2026

Ora

13:00 - 14:00